Le emigrazioni

Foto di gruppo di minatori in Germania, all'uscita dalla galleria (fonte: Per poco, per sempre, a cura di Renzo Gubert)
Minatori in Germania
Come altre zone del Trentino, anche Primiero ha conosciuto a partire dalla prima metà dell'Ottocento il fenomeno dell'emigrazione sia verso paesi vicini, come Francia, Svizzera e Germania, che lontani, come l'America del Nord e del Sud. Venuta a mancare la principale attività extra-agricola della zona, l'attività mineraria, l'abbandono della terra natale divenne una necessità. La vita degli emigrati era tutt'altro che semplice. Essi svendevano i pochi beni in loro possesso per reperire il denaro per il viaggio, ritrovandosi spesso truffati e ingannati. Molti valligiani parteciparono un po' in tutta Europa alla costruzione di strade ferrate e gallerie guadagnandosi il soprannome di eisemponeri, da Eisenbahn (ferrovia). Non sempre la partenza coincideva con il miglioramento della propria situazione e spesso si andava incontro ad una realtà se possibile ancor più dura.

Secondo i dati pervenuteci, negli anni 1901-1905 erano quasi mille i primierotti che ogni anno emigravano temporaneamente in paesi europei. Se per gli abitanti di Tonadico le mete principali erano la Francia, la Baviera e il Wuttemberg, quelli di Siror preferivano la Russia e il Caucaso. La Westfalia veniva scelta invece da quelli di Sagron.

Il fenomeno continuò anche dopo il passaggio di Primiero all'Italia, quando la percentuale degli emigrati, stagionali e non, raggiunse livelli abbastanza elevati. Nel secondo dopoguerra i primierotti che emigrarono scelsero paesi quali Francia, Germania, Svizzera, Belgio ed Inghilterra, mentre alcuni si trasferirono in terre ben più distanti, come Venezuela, Australia e Canada.

L'ultimo picco si registrò nel 1968: dal comprensorio di Primiero e del Vanoi partirono 806 cittadini, ovvero il 7,6% della popolazione residente.

Emigrazione in Francia

Tra gli anni Venti e la fine della seconda guerra mondiale, furono moltissimi i valligiani che dovendo emigrare scelsero la Francia, paese considerato da sempre vicino all'Italia, sia geograficamente che culturalmente. In terra francese risultava più semplice trovare un'occupazione stabile ed i bassi costi per il viaggio consentivano di trasferirsi con l'intera famiglia al seguito. Molte furono le famiglie di Tonadico che si recarono oltralpe in cerca di maggior fortuna. Anche tanti gnòdoli, gli abitanti di Sagron Mis, approdarono in terra francese come “caregheti”, seggiolai itineranti.